Prevenzione primaria: effetto “eredità”

La migliore prevenzione degli eventi cardiovascolari è senz’altro quella primaria, perché permette di evitare fin dall’inizio l’insorgere delle manifestazioni cliniche dell’aterosclerosi. Inoltre, la maggior parte degli eventi acuti cardiovascolari sono quelli che si manifestano in soggetti sani, senza precedenti segni clinici di vasculopatia aterosclerotica.

La prevenzione primaria si basa ovviamente sul controllo dei fattori di rischio e lo fa, non in maniera acuta e pressante, come nella prevenzione secondaria, ma con modalità più “discrete”, a più lungo termine e certamente meno drastiche.

Gli studi clinici randomizzati e controllati di prevenzione primaria con l’impiego di farmaci non sono così numerosi come quelli analoghi di prevenzione secondaria per diverse ragioni; tra queste: la necessità di avere popolazioni in studio di grandi dimensioni per raggiungere significatività statistiche, l’uso di interventi meno efficaci nel breve termine ma prolungati nel tempo e per questo comunque utili e meno gravati da effetti collaterali.

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