Riparazione del DNA e longevità, relazione e futuri sviluppi

image_pdfSalva in PDF

Molti studi danno indicazioni chiare rispetto alla relazione tra longevità e riparazione del DNA, vale a dire quel processo che tende a rigenerare continuamente le cellule del corpo umano. In sintesi, senza la riparazione del DNA sarebbe impossibile per noi sopravvivere.

Infatti ci sono diversi fattori che tendono a colpire e indebolire la cellula che deve costantemente proteggersi da attacchi esterni e processi che portano automaticamente alla sua debilitazione. Si tratta di un processo naturale che viene contrastato dalla riparazione. Un’attività che però tende a rallentare con l’invecchiamento della cellula stessa.

il DNA è continuamente esposto ad agenti dannosi sia endogeni che esogeni che modificano chimicamente i costituenti del DNA. I danni irrisolti a questi elementi sono implicati nelle malattie umane e nei tumori. Tuttavia, robusti percorsi di riparazione e di tolleranza al danno aiutano a rimuovere o tollerare le lesioni per la sopravvivenza.

“DNA is continually being exposed to both endogenous and exogenous DNA damaging agents that chemically modify the constituents. Unresolved DNA damages are implicated in human diseases and cancers. However, robust DNA repair and damage tolerance pathways help remove or tolerate the lesions to allow survival”.

Come suggerisce www.ncbi.nlm.nih.gov, il DNA è continuamente esposto ad agenti dannosi – sia endogeni che esogeni – che lo modificano chimicamente. I danni irrisolti al DNA sono implicati in diverse malattie e nei tumori. Tuttavia, i percorsi di riparazione e di tolleranza al danno aiutano a rimuovere o sopportare le lesioni per consentire la sopravvivenza. 

È chiaro che il percorso che si apre davanti a noi è smisurato, possiamo studiare strategie per controllare le conseguenze deleterie sulla salute umana. E magari vivere di più.

Cos’è la riparazione del DNA

La riparazione del DNA è un insieme di processi attraverso i quali una cellula trova e corregge i danni alle molecole che codificano il genoma, i cromosomi di una cellula. 

Questi danni vengono provocati da fattori esterni – tipo i raggi UV – ma anche da meccanismi interni. E provocano decine di migliaia di lesioni per cellula. Ciò avviene sempre, ogni giorno. I problemi riportati non sono tutti uguali e ci sono anche metodologie diverse di riparazione:

“Most damage to DNA is repaired by removal of the damaged bases followed by resynthesis of the excised region. Some lesions in DNA, however, can be repaired by direct reversal of the damage, which may be a more efficient way of dealing with specific types of DNA damage that occur frequently. Only a few types of DNA damage are repaired in this way, particularly pyrimidine dimers resulting from exposure to ultraviolet (UV) light”.

La maggior parte dei danni viene rimosso. Alcune lesioni nel DNA, tuttavia, possono essere riparate mediante l’inversione diretta come avviene con i raggi UV. In questo equilibrio, inoltre, si posizionano le ricerche e le riflessioni rispetto agli sviluppi scientifici per capire come allungare la vita e lavorare la relazione tra riparazione del DNA e longevità.

Cosa sappiamo su riparazione del DNA e longevità

C’è un collegamento chiaro tra questi elementi e lo dimostra una ricerca svolta dalle università di Bologna e Verona, insieme al Karolinska Institutet svedese. Obiettivo di questa ricerca sequenziare l’intero genoma di un campione over 105, di ultracentenari, alla ricerca di variazioni genetiche in grado di giustificare la capacità di raggiungere una certa età.

LO studio è stato svolto prelevando il campione di DNA da ultracentenari provenienti da ogni regione d’Italia. Per poi confrontare con quello di persone con età media di 68 anni. La sintesi è chiara e viene riportata dal sito ufficiale dell’Università di Bologna:

“Le persone che arrivano a vivere più di 105 anni tendono ad avere un background genetico che renderebbe il loro organismo più efficiente nella riparazione del DNA: un processo fondamentale delle cellule che protegge il genoma da danni”.

In cosa consiste questo vantaggio? Alterazioni che caratterizzano gli ultracentenari come quella del gene STK17A, a capo di una grande capacità di riparazione del DNA umano. 

Lo stesso vale per i geno COA1, che definisce un processo dell’invecchiamento, e BLVRA. Per capire qual è la relazione dobbiamo citare la pubblicazione del gruppo di studiosi:

“STK17A is involved in DNA damage response and positive regulation of apoptotic process (…) and regulation of reactive oxygen species (ROS) metabolic process. Moreover, it has been suggested that STK17A can be activated in response to external stimuli such as UV radiation and drugs.

Le analisi hanno confermato la presenza di variazioni legate all’aumento dell’attività del gene STK17A nel cuore, nei polmoni, nel sistema nervoso dell’essere umano e nella tiroide. 

Questo elemento è coinvolto nella risposta al danno del DNA e nella regolazione positiva del processo apoptotico e nella regolazione del processo metabolico delle specie reattive dell’ossigeno (ROS). Inoltre, il gene STK17A può essere attivato in risposta a stimoli esterni.

Cosa significa tutto questo?

La ricerca dell’Università di Bologna ha fatto emergere alcune caratteristiche essenziali di questi individui di 105 anni che hanno registrato alcune caratteristiche chiave nel proprio DNA. Le analisi sono ancora lunghe e c’è bisogno di procedere in questa direzione. 

Perché solo conoscendo i tratti comuni tra le persone che hanno una relazione virtuosa tra longevità e Riparazione del DNA possiamo affrontare le frontiere che ci consentono di sconfiggere malattie e ambire a una vita più lunga. Nel frattempo dobbiamo sempre seguire tutte le regole che ci consentono di preservare la buona salute delle cellule e degli organi: niente fumo, poco alcol, equilibrio a tavola, tanto sport e movimento fisico.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito utilizza cookies di profilazione. Continuando nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies esclusivamente per finalità statistiche. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi