Rischio residuo: facciamo chiarezza

Prof. Claudio Ferri – Università dell’Aquila – Dipartimento MeSVA – UOC di Medicina Interna e Nefrologia – Centro di eccellenza ESH per l’Ipertensione Arteriosa e la Prevenzione Cardiovascolare – Ospedale San Salvatore – L’Aquila, Italy

   Come è noto, per rischio cardiovascolare intendiamo la probabilità che un individuo ha di sviluppare malattia su base aterosclerotica in un determinato lasso di tempo. Da decadi, distinguiamo i determinanti di questo rischio sulla scorta della possibilità delle terapie farmacologiche e non farmacologiche di ridurne l’impatto lesivo. Pertanto, è ben noto come un soggetto avrà un rischio non modificabile, perché connaturato a:

  • Età,
  • Genere,
  • Corredo genetico;

ed un rischio modificabile, perché collegato a fattori di rischio cardiovascolare maggiori:

Dura Lex sed Lex - Accesso riservato

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