Le sigarette elettroniche fanno più o meno male rispetto al tabacco?

Questo è uno dei dubbi per chi vuole smettere di fumare e vede nei vari strumenti alternativi – svapo o riscaldamento del tabacco – una soluzione per togliersi il vizio. C’è il dubbio, le sigarette elettroniche fanno meno male del tabacco o hanno effetti simili?

Per rispondere a questa domanda è necessario partire da dati concreti: il tabagismo – la dipendenza da sigarette, sigari, pipe e tutti i prodotti a base di tabacco – provoca più di 8 milioni di morti l’anno in tutto il mondo. Solo in Italia, ogni anno, si calcola che muoiano più di 93000 per malattie legate al consumo di tabacco.

Le malattie attribuibili al tabagismo sono almeno 27, tra le quali bron­copneumopatie croniche ostruttive (le BPCO) e altre patolo­gie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie.

Inoltre, come sottolinea sempre il Ministero della Salute, ci sono notevoli tare sui fumatori passivi:

a woman smokes a cigarette outside
Una ragazza fuma una sigaretta – Photo Pietro Tebaldi @unsplash.com

“L’esposizione al fumo passivo è stata anche implicata in esiti negativi per la salute, causando 1,2 milioni di morti ogni anno. Quasi la metà di tutti i bambini respira aria inquinata dal fumo di tabacco e 65.000 bambini muoiono ogni anno a causa di malattie legate al fumo passivo”.

Tutto questo solo per sottolineare che il tabagismo è una delle cause di mortalità più importanti in Europa e nel mondo intero. Non è del tutto inutile, però, lo sforzo per arginare la diffusione di questo vizio: si susseguono iniziative e giornate mondiali per sensibilizzare la popolazione e invogliare a smettere di fumare. Spesso questo avviene in modo non del tutto chiaro, sostituendo la sigaretta tradizionale con un modello elettronico. Cosa sappiamo?

Sigarette elettroniche, svapo e riscaldamento del tabacco

Esistono soluzioni differenti che tendono a posizionarsi come sostituzione della classica sigaretta che brucia tabacco e tante altre sostanze nocive come il catrame. 

Ad esempio abbiamo le sigarette a vapore (note come e-cig o svapo) che si basano sul riscaldamento di un liquido in un serbatoio che può avere aromi anche molto diversi rispetto a quello della sigaretta. Come ad esempio la vaniglia. Come funziona l’e-cig?

L’utente aspira il vapore e non il risultato della combustione. Ci sono anche le sigarette elettroniche con tabacco riscaldato, non bruciato. Questi modelli permettono di evitare la combustione donando a chi aspira una sensazione simile alla sigaretta ma evitando le sostanze cancerogene dannose. Il punto in questione: tutto questo fa male?

Le sigarette elettroniche fanno meno male?

Mediamente sì, possiamo dire questo: le sigarette elettroniche possono provocare un danno inferiore. Lo sottolinea il sito dell’AIRC nel quale si indica la sigaretta elettronica come un metodo per frenare la dipendenza da sigaretta tradizionale perché permette di evitare il catrame e i molte componenti tossiche. Secondo uno studio Pubmed, ad esempio:

“E-cigarette emissions span most of this range with the preponderance of products having potencies<1% of tobacco smoke and falling within two orders of magnitude of a medicinal nicotine inhaler; however, a small minority have much higher potencies. These high-risk results tend to be associated with high levels of carbonyls generated when excessive power is delivered to the atomiser coil”.

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Una ragazza “svapa” una sigaretta elettronica. Photo by unsplash.com

Le emissioni nocive delle sigarette elettroniche sono molto meno dannose rispetto a quelle classiche ma non sono prive di rischio. Hanno una potenza cancerogena molto inferiore rispetto al fumo di tabacco ma ci sono circostanze in cui i rischi possono aumentare. Riprendiamo sempre il sito web dell’AIRC rispetto alla presenza di sostanze dannose:

“il riscaldamento del glicole propilenico e della glicerina può produrre formaldeide e acetaldeide, che, a dosi più elevate di quelle assunte con la singola e-cig, sono considerati cancerogeni certi inseriti nel gruppo 1 delle sostanze cancerogene”.

In buona sintesi, per gli svapo composti da ​​glicole propilenico (additivo alimentare E 1520), glicerina (additivo alimentare E 422) e acqua si nutrono ancora dei forti dubbi. 

Perché, come sottolinea questo abstract scientifico, sempre di Pubmed, sono necessari decenni di fumo cronico per lo sviluppo di malattie polmonari come il cancro ai polmoni. 

Quindi gli effetti sulla popolazione dell’uso di sigarette elettroniche potrebbero non essere evidenti fino alla metà di questo secolo.

E quelle che scaldano il tabacco?

Qualcosa di simile può essere definito per le sigarette elettroniche che riscaldano il tabacco: nelle condizioni sperimentali, secondo www.em-consulte.com, si ha una riduzione delle emissioni tossiche ma non è dimostrata la prevista riduzione del rischio. Vengono descritti anche i sintomi legati al fumo passivo.

L’attuale conoscenza dell’argomento è insufficiente per determinare se gli effetti sulla salute respiratoria della sigaretta elettronica siano realmente inferiori a quelli dei prodotti del tabacco combustibili, anche se in alcuni casi si potrebbe ipotizzare questa condizione. 

Si ipotizza che il riscaldamento del tabacco, in alternativa alla combustione, possa generare un minor numero di sostanze cancerogene, ma diversi studi sono tuttora in corso e non è possibile dare delle risposte definitive sull’argomento.

La nicotina – la sostanza che produce l’altissima dipendenza e assuefazione alle sigarette – rimane peraltro presente nelle sigarette riscaldate, mantenendo quindi attivo quel legame dannoso che produce la dipendenza nel fumatore.

Cosa fare per la salute del nostro corpo?

Inutile dire che la soluzione migliore in termini assoluti è smettere definitivamente di aspirare qualsiasi tipo di sostanza riscaldata e di vapori dovuti a elaborazioni di liquidi particolari. 

In questo articolo abbiamo parlato di cosa avviene nel nostro corpo una volta smesso di fumare.

Ad oggi noi sappiamo questo: la sigaretta elettronica ha sicuramente effetti collaterali meno gravi rispetto alla classica combustione di tabacco – con relative sostanze cancerogene – ma gli studi sul lungo termine ancora non possono garantire una completa convenienza rispetto a questo che tutt’oggi possiamo definire un vizio. Perché costringe il singolo, lo vincola.

Smettere di fumare definitivamente, comprese le sigarette elettroniche, è un buon modo per prendersi cura della propria salute. Questo sia in termini generali che specifici, dato che sappiamo quanto sia stretto il collegamento tra chi fuma sigarette, pipe e sigari e la presenza di malattie cardiovascolari con relativi esiti nefasti come ictus e infarti.

Dipendenza da nicotina

Che cos’è di preciso la dipendenza da nicotina?

Con questa espressione si intende un forte bisogno di assumere nicotina, una sostanza chimica del tabacco consumata principalmente inalando il fumo delle sigarette e che dà assuefazione, provocando un temporaneo senso di appagamento e piacere.