Sport e Coronavirus, quale attività preferire tra sicurezza e benefici

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C’è un grande punto interrogativo che insegue tutti noi rispetto alla pandemia da Coronavirus che ha investito il mondo intero: qual è la relazione tra sport e Covid-19? Chiaro, considerando la gravità della situazione i problemi possono essere ben altri.

Questa riflessione riguarda il futuro delle cure, il possibile vaccino, i problemi che subiscono i pazienti che hanno contratto questo virus. Ma anche quelli che soffrono di altre malattie.

Molte persone si ritrovano seguire delle cure in ambienti e condizioni difficili. Però lo sport non deve essere sottovalutato. E non bisogna pensare a questa pratica come un capriccio o un passatempo. O almeno non sempre: lo sport per alcuni individui è indispensabile. 

Sport e Covid-19: cosa cambia nel quotidiano?

Photo by George Vogiatzis on Unsplash

Per rispettare le restrizioni legate alla pandemia da SARS-CoV-2 – il famoso lockdown – si è messo un freno a diverse attività sportive di gruppo, tornei dilettantistici di attività come: 

  • Calcio.
  • Basket.
  • Pallavolo. 
  • Nuoto.

Perché tutto ciò prevede vicinanza. Ovviamente hanno chiuso le palestre, anche quelle degli sport da combattimento. Il motivo: evitare il contagio a causa di assembramenti e contatti.

Tutto questo impegno va nella direzione giusta per scongiurare un possibile contagio dato che le raccomandazioni prevedono un distanziamento importante e l’uso di mascherine. Ecco qualche indicazione specifica presa dal sito del Ministero della Salute italiano:

“Mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro (…), uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi (…), evitare i luoghi affollati, gli ambienti chiusi con scarsa ventilazione e la distanza ravvicinata”.

Chiaramente queste e altre disposizioni, indispensabili per garantire la salute delle persone, non possono coesistere con una buona parte degli sport praticati. In cui, appunto, c’è vicinanza e condivisione di spazi comuni a stretto contatto. Ma questo è un problema.

Perché è pericoloso non fare sport?

Spesso l’idea è quella di accostare lo sport come semplice passatempo, attività superflua e sacrificabile. Di sicuro in una pandemia ci sono delle priorità ed è giusto scendere a compromessi. Ma la relazione tra sport e Covid-19 ha messo in ombra un punto chiaro: 

“Regular physical activity (…) is an important component of therapy for most CVDs and is associated with reduced cardiovascular and all-cause mortality. In an era where there is an increasing trend towards a sedentary lifestyle and a rising prevalence of obesity and associated CVDs, the promotion of physical activity and regular exercise is more crucial than ever and at the forefront of priorities for all scientific cardiovascular societies”.

Come indica questa ricerca di academic.oup.com, l’attività fisica è una componente importante della terapia per la maggior parte delle malattie cardiovascolari ed è associata a una riduzione della mortalità. Soprattutto in un’epoca e in paesi in cui aumenta la propensione alla sedentarietà e all’obesità. Ma tutto diventa più difficile con il Covid-19.

Sempre secondo questo studio, gli adulti sani di tutte le età, anche con malattie cardiache note, dovrebbero fare esercizio quasi tutti i giorni. Questo per un totale di almeno 150 minuti alla settimana seguendo un’intensità moderata. Ma è chiaro che diventa difficile raggiungere l’obiettivo a causa delle restrizioni imposte dal lockdown. Ed è proprio così?

Si può fare sport durante il lockdown?

La premessa: tutte le regole imposte dai DPCM e dalle successive regolamentazioni regionali servono a tutelare le persone in questa difficile situazione. Per agevolare il percorso, nel secondo lockdown, sono state definite delle zone gialle, arancioni e rosse che rispecchiano la condizione in cui versa il territorio. Con relative restrizioni. E lo sport?

Photo by Alyssum Mormino on Unsplash

Anche nella realtà più grave, quella delle zone rosse, è consentita la possibilità di praticare attività sportive come corsa, bicicletta e camminata veloce da soli e nei pressi della propria abitazione. Senza necessità della mascherina e dell’autocertificazione.

Tutto questo senza considerare che in casa è possibile tenersi in forma, magari sfruttando uno spazio verde o un terrazzo. Più qualche attrezzo come la corda o il tappetino. Di sicuro insieme al medico curante e all’allenatore è possibile giungere a una buona soluzione. Soprattutto se lo sport diventa terapia per prevenire e scongiurare malattie cardiovascolare.

Qual è lo sport più sicuro durante la pandemia?

Di sicuro quello che ti lascia in una condizione di isolamento, a distanza da altre persone. Allenarsi a casa, in giardino o in uno spazio verde, è l’ideale se il lavoro viene praticato senza persone estranee e che non appartengono alle persone conviventi.

Spesso però questo non è possibile e bisogna correre all’aperto, in luoghi pubblici. Le prime ore del mattino, in un parco pubblico, si possono trovare le condizioni ideali per lo sport.

Ricordando, però, che questo virus è particolarmente contagioso. Spesso si riporta come distanza sociale di sicurezza – che viene consigliata per evitare il contagio – circa un metro e mezzo. Ma funziona quando si corre e si fa jogging, running, ciclismo e camminata veloce?

In realtà bisogna tener presente gli effetti aerodinamici introdotti dal movimento di chi cammina velocemente, correre e va in bicicletta. Lo studio “Towards aerodynamically equivalent COVID19 1.5 m social distancing for walking and running” affronta questo tema.

I punti interessanti. La maggiore esposizione ai famosi droplet si ha quando si corre in scia, seguendo altre persone. L’esposizione aumenta al diminuire della distanza: in assenza di vento contrario, per camminare a 4 km/h la distanza consigliata è di circa 5 metri. Per correre a 14,4 km/h arriviamo a circa 10 metri (qui trovi il link al PDF per approfondire). 

Covid-19 e Sport, non perdiamo di vista il movimento

Impossibile distogliere l’attenzione dalla gravità della pandemia da Coronavirus, ma è anche giusto ricordare che ci sono tante patologie che non devono essere sottovalutate. Proprio come quelle del cuore che sono legate a vita sedentaria e cattiva alimentazione. Due condizioni che diventano problematiche per chi già ha problemi cardiaci e rischia effetti disastrosi (come infarti e ictus) se non previene con alimentazione sana e movimento.

Attenzione: Questo articolo fa parte della raccolta a tema Covid-19 curata dalla SISMED.
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