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Stress e rischi cardiovascolari

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Photo by Ketut Subiyanto on Pexels.com

Può lo stress portare a malattie cardiovascolari?

Lo stress può derivare da varie cause, sia fisiche (come mancanza di sonno, malattie) sia emotive (perdita di un familiare, problemi economici), ma anche di altra natura, come pressioni sul lavoro, obblighi onerosi quotidiani.

Ogni persona gestisce lo stress in modo diverso: il modo in cui reagisce a situazioni stressanti può portare a un’ampia varietà di problemi di salute.

Lo stress può aumentare il rischio di malattie cardiache

Per fare fronte allo stress viene rilasciato dal nostro organismo l’ormone cortisolo.
Alti livelli di cortisolo dovuti allo stress possono, a lungo termine, aumentare il livello di colesterolo nel sangue, i trigliceridi, lo zucchero nel sangue, l’accumulo di depositi di placca nelle arterie e la pressione sanguigna, tutti fattori comuni alle malattie cardiache.

Lo stress può anche influenzare comportamenti e fattori che aumentano il rischio di malattie cardiache come fumo, abuso di alcol, inattività fisica ed eccesso di cibo: abitudini che possono aumentare la pressione sanguigna e danneggiare le pareti delle arterie.

Stress e rischi cardiovascolari nell’uomo e nella donna

Anche se non è chiaro se lo stress influenzi il rischio cardiovascolare in modo differente negli uomini e nelle donne, esistono differenze di genere anatomiche quantificabili nel cervello della donna e dell’uomo, e ciò può influire nella gestione delle emozioni ma anche nella prevalenza e prognosi delle malattie cardiovascolari.
Scrive il Il Prof. Gullace nel sul articolo Lo stess veste la donna: << Il cervello femminile ha una struttura anatomica diversa rispetto al maschio. La corteccia cingolata anteriore, centro della preoccupazione (pesa le opzioni e spinge a prendere decisioni), è più grande nelle donne; la corteccia prefrontale governa e modula le emozioni e controlla l’amigdala, ed è più grande e veloce nelle donne […] La differenza di genere nel circuito limbico-talamo-corticale può spiegare le differenze di genere nell’attivazione talamica durante l’elaborazione di stimoli emotivi o spiacevoli informazioni linguistiche riguardanti difficoltà interpersonali.>>

Si legge ancora nel testo: <<è stato dimostrato che il legame tra il sistema limbico e gli esiti cardiovascolari a lungo termine è patologico nelle donne, ma non negli uomini. […] Lo stress emotivo e comportamentale, a cui le donne sono maggiormente esposte, rappresenta l’anello principale che agisce dietro alla insorgenza dei fattori di rischio attraverso l’influenza dei cambiamenti dello stile di vita; lo stress emotivo è la causa più frequentemente segnalata dalle donne prima dell’insorgenza di una sindrome coronarica acuta >>

Questo porta i futuri studi sul rischio delle malattie cardiovascolari per lo stress a scoprire i legami fra tipi di stress e rischio cardiovascolare tra uomini e donne per identificare popolazioni vulnerabili e sviluppare interventi mirati.

Stress da COVID-19 e rischio di malattie cardiovascolari

Sebbene la quarantena dovuta alla pandemia globale da SARS-CoV-2 sia stata una misura efficace per ridurre al minimo i focolai, è stata prestata poca attenzione al carico cardiovascolare di questo evento.

Le restrizioni che hanno fortemente influenzato gli stili di vita -ed i fattori di stress ad esse collegati (che includono una durata della quarantena più lunga, continue paure di infezione, frustrazione, noia, timore per scorte alimentari inadeguate, informazioni contrastanti, perdite finanziarie)- hanno portato a registrare un aumento nel numero di eventi cardiovascolari1 registrati.

Secondo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità “Emerge un evidente impatto della pandemia sulla condizione di salute mentale, in termini di stress e presenza di sintomi ansiosi e depressivi. Sono stati osservati sintomi depressivi o da stress rispettivamente nell’11 e nel 14% del campione.

In più, l’isolamento sociale ha povocato (e provoca) depressione, ansia e stress, che possono potenzialmente causare cambiamenti di peso attraverso effetti sia sull’attività fisica sia sull’apporto di energia.

Quando nel 1918 scoppiò la pandemia di Spagnola, si verificò un picco di eventi cardiovascolari, manifestatisi da 7 a 10 giorni dopo la comparsa dei sintomi dell’influenza. Subito dopo la fine dell’epidemia di Spagnola, le morti per eventi cardiovascolari avevano superato quelle per altre cause.

Altre patologie correlate allo stress

Gli studi hanno rilevato molti problemi di salute legati allo stress, oltre alle malattie cardiovascolari.

  • Diabete. Lo stress può peggiorare il diabete in 2 modi: aumenta la probabilità di comportamenti scorretti, come un’alimentazione non sana e l’eccesso di alcol; sembra aumentare direttamente i livelli di glucosio delle persone con diabete di tipo 2.
  • Problemi gastrointestinali. Lo stress è anche un fattore comune in molte condizioni gastrointestinali, come il bruciore di stomaco cronico (o malattia da reflusso gastroesofageo) e la sindrome dell’intestino irritabile.
  • Asma. Lo stress è un fattore scatenante comune dei sintomi dell’asma. I periodi di stress possono aumentare la gravità, la frequenza e la durata dei sintomi dell’asma, perché possono peggiorare l’infiammazione e innescare mancanza di respiro o difficoltà respiratorie, che possono esacerbare i sintomi dell’asma.
  • Obesità. Il grasso in eccesso nell’addome sembra comportare maggiori rischi per la salute rispetto al grasso sulle gambe o sui fianchi e è proprio sull’addome che il grasso si immagazzina quando una persona è soggetta a un elevato stress.
  • Mal di testa. Lo stress è uno dei fattori scatenanti più comuni per il mal di testa, sia per il mal di testa da tensione sia per l’emicrania.
  • Depressione. Le situazioni di stress cronico possono aumentare il rischio di sviluppare la depressione. Lo stress prolungato o cronico porta a un aumento degli ormoni, come il cortisolo, definito “ormone dello stress”, e alla riduzione della serotonina e di altri neurotrasmettitori nel cervello, inclusa la dopamina, che è stata collegata alla depressione.

Per riassumere

Lo stress è ormai un fattore di rischio acclarato per quanto riguarda la salute dell’apparato cardiocircolatorio, sia per un effetto diretto all’interno del corpo umano (attraverso il secernimento del cortisolo), sia perché può far scattare stati d’animo e comportamenti pericolosi per la salute.

Lo stress può quindi avvenire per eventi endogeni ed esogeni e, sebbene siano in fase di realizzazioni diversi nuovi studi per definire le effettive differenze di genere nella gestione dello stress tra la donna e l’uomo, diverse istituzioni stanno valutando l’istituzione di un servizio di Cardiologia Comportamentale per gestire più efficacemente la condizione di stress correlata con il rischio cardiovascolare.

La pandemia e tutte le restrizioni da essa derivate sono senz’altro un elemento di grande rischio per l’aumento dello stress, che può ad esempio influenzare l’insorgenza di altre malattie come il Diabete, la depressione, l’ansia o i problemi cardiovascolari.

Cercare di combattere lo stress

Avere consapevolezza dei fattori di rischio che lo stress comporta e, di rimando, diventare consapevoli dei campanelli di allarme che il nostro corpo rilascia per indicarci l’insorgenza di un momento (o una situazione) stressante è il primo passo per combatterlo (e migliorare la nostra vita).

Riconoscere i propri segnali di insorgenza dello stress è quindi una prima risposta efficiente e funzionale. Cercare di “fare un passo indietro” ed analizzare la situazione foriera di stress può favorire la gestione dell’evento quando sta avvenendo.

Esistono poi diverse attività che possono aiutarci concretamente nella gestione dello stress a lungo termine:

  • Fare esercizio fisico: aiuta a liberare le endorfine, una serie di ormoni regolatori dell’umore che possono fornire rilassamento e rinnovata energia. Non serve diventare maratoneti, anche una passeggiata di una mezz’ora o una sessione di esercizio moderato di 20 minuti possono funzionare.
  • Meditare: non necessariamente diventare esperti di meditazione, ma concedersi qualche minuto di calma e di interiorizzazione può diminuire la pressione sanguigna, il battito cardiaco e, ancora una volta, generare gli ormoni anti stress utili per la gestione della situazione.
  • Esercizi di respirazione: la respirazione diaframmatica è molto utile per aumentare il volume di ossigeno presente nei polmoni, diminuire il battito cardiaco, rilassare i muscoli. Imparare le tecniche di respirazione (anche attraverso video su youtube o, meglio ancora, svolgendo esercizi di ginnastica posturale) ed adoperarle per qualche minuto ogni giorno, può essere molto utile per combattere lo stress.
  • Dormire bene: impegnarsi ad andare a dormire sempre alla stessa ora, cercare di dormire sette ore per notte, evitare l’uso del cellulare almeno un’ora prima di coricarsi, avere una stanza leggermente più fresca della zona giorno e, soprattutto, buia, sono molto utili per una corretta igiene del sonno. Il sonno è il momento di ricarica del nostro cervello, pertanto, come diceva il vecchio adagio, una buona dormita è la migliore medicina.
  • Mantenere i rapporti sociali, anche durante una pandemia. L’uomo è un animale sociale, scriveva Aristotele. Cercare di sentire parenti e amici, organizzare delle video chiamate, telefonarsi, scriversi, mantenere un rapporto diretto, sono elementi molto importanti per alleviare lo stress, soprattutto perché permettono di relativizzare la propria condizione con quella degli altri. D’altro canto, l’empatia di un parente e amico può essere un elemento molto importante per combattere lo stress.

1“Lifestyle at Time of COVID-19: How Could Quarantine Affect Cardiovascular Risk” di Anna Vittoria Mattioli e Matteo Ballerini Puviani.

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