Stress e problemi al cuore, quale relazione?

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Infarto, trombosi, ictus: spesso, sul banco degli imputati, abbiamo l’alimentazione e l’assenza di sport. Ma anche lo stress e i problemi cardiovascolari hanno una stretta relazione. Non a caso si cerca sempre di intervenire anche sullo stile di vita quando si elencano le terapie in grado di prevenire eventi fatali per chi ha un rischio alto.

Non bisogna fumare, è utile eliminare cibi grassi dalla dieta e bisogna muoversi di più. Facendo sport, è chiaro, ma anche cercandi di camminare di più ed eliminare il più possibile la vita sedentaria dalle proprie abitudini. Ma c’è un punto che spesso viene preso poco in considerazione: la possibilità di relazionare stress e problemi cardiaci. In che modo?

Cos’è lo stress, una definizione

Uno dei problemi tipici di questa combinazione pericolosa per l’equilibrio del cuore e delle arterie è la capacità, culturalmente condivisa, di sottostimare il concetto di stress. Spesso è solo un modo per definire uno stato di stanchezza ma i confini medici sono precisi:

Stress is how the brain and body respond to any demand. Any type of challenge—such as performance at work or school, a significant life change, or a traumatic event—can be stressful.

Lo stress (nimh.nih.gov) è il modo in cui cervello e corpo rispondono a un’esigenza esterna. Maggiore è l’impegno richiesto, superiore è lo stress al quale siamo sottoposti: ogni impegno sul lavoro, a scuola, a casa e nella vita in generale provoca una reazione adeguata. 

Chiaramente ci sono episodi che possono causare uno stress maggiore: trasloco, cambio di lavoro o evento traumatico come un lutto possono portare alti livelli di stress. Ma non è un problema in linea di massima: il corpo e la mente si adattano. Purtroppo non sempre è così.

Quando lo stress diventa un problema

Photo by engin akyurt on Unsplash

Oggi tutti noi siamo investiti da una serie di stimoli che provocano uno stress più o meno affrontabile. I rischi per la salute fisica e mentale ci sono sempre, ma lo stress quotidiano legato agli impegni di routine può essere affrontato meglio rispetto a un evento traumatico. Anzi, come suggerisce sempre il sito del National Institute of Mental Health (NIMH):

In a dangerous situation, stress signals the body to prepare to face a threat or flee to safety. In these situations, your pulse quickens, you breathe faster, your muscles tense, and your brain uses more oxygen and increases activity—all functions aimed at survival and in response to stress.

C’è uno stress positivo che punta verso una funzione salvavita nota come fight-or-flight, ovvero lotta o fuga: questa prospettiva ancestrale, legata ai primordi della nostra specie, ti prepara all’azione, riscalda i muscoli e affila il cervello per rendere al meglio. Anche durante una condizione quotidiana come un colloquio di lavoro o un esame all’università. 

La situazione è diversa con uno stress cronico, a lungo termine. Come quello che ci accompagna durante la necessità di affrontare una malattia grave, il divorzio, una minaccia fisica o la perdita del lavoro. In questi casi i problemi per la salute, e per il cuore, sono tanti.

Perché lo stress porta problemi cardiaci?

Basterebbe pensare alla prima reazione fisica che investe il nostro corpo nel momento in cui ci troviamo di fronte a una condizione stressante e continuativa: ritmo della respirazione e della frequenza cardiaca aumentano, lo stesso accade con la pressione sanguigna. 

Pensa a uno stato di stress cronico a lungo termine e indotto da fattori differenti. Ai quali si sommano le ripercussioni mentali come l’ansia e la depressione. L’aspetto più importante?

Lo stress può contribuire a uno stato di ipertensione che danneggia il cuore e le arterie. Questo aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiache e circolatorie. In sintesi:

“Hypertensive heart disease refers to a constellation of changes in the left ventricle, left atrium and coronary arteries as a result of chronic blood pressure elevation. (…) These changes include hypertrophy of the left ventricle, which can progress to heart failure. Patients with left ventricular hypertrophy have significantly increased morbidity and mortality”.

Il National Center for Biotechnology Information suggerisce che la cardiopatia ipertensiva, legata a un aumento cronico della pressione sanguigna, aumenta il carico di lavoro sul cuore inducendo cambiamenti che possono portare anche a conseguenze drammatiche.

Conseguenze che però trovano ampia amplificazione attraverso le cattive abitudini che da sempre indeboliscono e minano la salute cardiovascolare, come il consumo di una dieta particolarmente grassa e basata su cibi insaccati, carni rosse, fritture e zuccheri. Senza dimenticare la sedentarietà e l’abuso di alcolici e il vizio del fumo di sigarette o sigari.

Come risolvere l’incidenza dello stress?

Photo by Pim Chu on Unsplash

Il vero problema della relazione tra stress e problemi cardiaci riguarda proprio la tendenza a banalizzare sia gli effetti che le soluzioni da mettere in campo per limitare, mitigare e se possibile annullare gli effetti di una tensione continua verso il proprio organismo.

Di sicuro bisogna tentare di eliminare i problemi che causano lo stress – in alcuni casi è possibile, in altri no – ma può essere opportuno agire sulle leve psicosomatiche che intervengono sul corpo a fronte di un disagio psicologico. 

In questi casi può essere utile avere un ciclo di colloqui con uno psicologo o psicoterapeuta in grado di far seguire un percorso. A tutto ciò si associano le classiche indicazioni che si prescrivono sempre a chi ha problemi cardiovascolari:

  • Eliminare fumo e alcol.
  • Seguire una dieta equilibrata.
  • Fare sport e movimento fisico.
  • Circondarsi di buone abitudini.

Il problema è quello di cadere in un circolo vizioso per chi si è stressati e si seguono delle cattive abitudini che solo apparentemente ci distraggono da questa condizione. Come il fumo, il cibo, l’alcol o il dedicarsi solo al lavoro per distrarsi. In realtà dovremmo iniziare, in primo luogo, a prenderci cura della nostra persona dal punto di vista fisico e psicologico.

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