Un nuovo approccio alla terapia antilipidica

ACC 2022: STUDIO TRANSLATE TIMI 70

Analisi dell’azione di vupanorsen sull’assetto lipidico per favorire il raggiungimento dei target terapeutici.

Le ultime linee guida ESC sulla prevenzione cardiovascolare (1) hanno sottolineato chiaramente come l’abbattimento dei livelli del colesterolo, sia in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria, rappresenti un obiettivo cruciale su cui agire per ridurre l’incidenza di eventi cardiovascolari. La società scientifica ha altresì evidenziato in maniera pregnante l’importanza della valutazione del colesterolo non-HDL, un parametro calcolato sottraendo il colesterolo HDL dal colesterolo totale, come fattore significativamente correlato al rischio cardiovascolare che tuttavia appare maggiormente accurato nel paziente diabetico e la cui misurazione non risulta strettamente legata al dosaggio della trigliceridemia (Tabella 1).Non sempre, tuttavia, le opzioni terapeutiche farmacologiche di cui disponiamo permettono il raggiungimento dei nuovi targets sempre più rigidi; a tal proposito un nuovo bersaglio terapeutico potrebbe essere rappresentato dalla proteina Angiopoietin-like 3, che coopera insieme alla famiglia delle proteine angiopoietin-like all’inibizione della lipoprotein lipasi, il principale enzima coinvolto nell’eliminazione delle lipoproteine sieriche. 

Tabella 1: Livelli corrispondenti ai target di colesterolo LDL comunemente utilizzati di colesterolo non-HDL e Apoliproteina B. Modificato da #ref6

Lo studio TRANSLATE-TIMI 70 (2) nasce pertanto con l’obiettivo di dimostrare l’efficacia del trattamento con Vupanorsen, un oligonucleotide antisenso con target epatico che agisce inibendo selettivamente l’mRNA della proteina Angiopoietin-like 3 (ANGPTL3), sui livelli di colesterolo non-HDL in pazienti dislipidemici già sottoposti a terapia con statine, come terapia aggiuntiva per favorire un adeguato raggiungimento del target terapeutico.

L’assunto si basa su recenti evidenze scientifiche che hanno dimostrato come alcune mutazioni geniche loss-of-function di ANGPTL3 siano associate a ridotti livelli di colesterolo e trigliceridi sierici con minore incidenza di di malattia coronarica (3-8); la proteina, come già accennato precedentemente, agisce come inibitore della lipoprotein lipasi andando ad alterare il metabolismo delle lipoproteine e riducendone lo smaltimento (9). 

Dura Lex sed Lex - Accesso riservato

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