ipercolesterolemia

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Ipercolesterolemia familiare: un aggiornamento

Gli studi epidemiologici dicono che la forma eterozigote è riscontrabile in circa uno ogni 300 soggetti nella popolazione generale, ma la sua frequenza aumenta da 10 a 20 volte tra i pazienti con malattia coronarica. Un medico di medicina generale con 1.500 assistiti dovrebbe calcolare di avere tra questi 5 pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote: in realtà trattandosi di una forma familiare è frequente che in presenza di una famiglia affetta i pazienti possano essere ben più di 5

La terapia statinica

Il controllo del rischio cardiovascolare nel paziente ipercolesterolemico richiede, oltre ad un deciso intervento sullo stile di vita, anche il ricorso alla terapia farmacologica. Le statine riducono significativamente il rischio di eventi fatali e non fatali ma vi sono rischi d’interruzione della terapia per via dell’intolleranza alle stesse, che coincide largamente con la comparsa di sintomi muscolari.

Acido bempedoico e trattamento dell’ipercolesterolemia familare eterozigote

   L’ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH) è un disordine ereditario del metabolismo lipidico,  determinato generalmente da una mutazione allelica singola e caratterizzato da un incremento precoce e consistente del colesterolo circolante veicolato dalle lipoproteine a bassa densità (LDL) (1).     Le manifestazioni cliniche determinate dalla mutazione e, ne consegue, dall’elevazione della LDL colesterolemia sono estremamente rilevanti, con comparsa di malattia aterosclerotica – anche fatale […]

L’eleggibilità all’associazione fissa ipolipemizzante/antipertensiva

La presenza combinata di ipertensione e ipercolesterolemia è stata ampiamente associata ad un incremento significativo dell’incidenza di complicanze cardiovascolari. Nonostante evidenze indichino come un regime politerapico con farmaci antipertensivi e ipolipemizzanti possa essere efficace nel ridurre l’insorgenza di eventi cardiovascolari, diversi studi hanno mostrato una quota non ottimale di pazienti trattati in modo appropriato con tali terapie.

Acido bempedoico e colesterolo LDL

Nell’era successiva a quella delle statine, i più potenti farmaci ipolipemizzanti usciti sul mercato sono rappresentati dagli anticorpi monoclonali. Questi monoclonali, infatti, sono in grado di ridurre il colesterolo LDL dal 45% al ​​64% quando aggiunti a statina+ezetimibe, risultando per altro efficaci anche quando usati in monoterapia.

I nuovi farmaci biotecnologici per il trattamento delle dislipidemie mostrano i primi dati di fase II all’American Heart 2012.

Nella splendida cornice di Los Angeles, con qualche giorno di anticipo rispetto al solito, si è svolta dal 3 al 7 novembre l’annuale sessione scientifica dell’American Heart Association. Numerosi ricercatori provenienti da tutto il mondo si sono succeduti nella presentazione dei risultati dei loro studi che hanno riguardato tutti i rami della Cardiologia, dalla ricerca di base ai fattori di […]