Quale relazione c’è tra tossicodipendenza e problemi cardiaci?

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Cuore, tossicodipendenza e danni cardiaci: chi soffre di questi problemi deve affrontare sfide importanti. Di sicuro sappiamo che la soggezione alle droghe mette a dura prova l’organismo. E i rischi sono elevati sotto tutti i punti di vista. Gli stupefacenti tendono a minare la salute del sistema nervoso, anche se molto dipende dal tipo di droga assunto.

Però un altro apparato particolarmente stressato dall’assunzione di droghe, soprattutto pesanti ed eccitanti come la cocaina, è quello che riguarda il muscolo cardiaco. 

In che misura questo incide sulla salute dell’uomo? La tossicodipendenza e i problemi cardiaci possono essere collegati fino alle estreme conseguenze? Si può morire a causa di una lesione al cuore causata dall’abuso di sostanze chimiche e altre droghe pesanti?

Il concetto di tossicodipendenza

Come sottolinea la pagina dedicata all’abuso di droghe del governo americano (www.drugabuse.gov), sono diverse le sostanze che possono intaccare la salute umana e in particolar modo quella cardiovascolare. Tanto che nella lista sono comprese anche le sigarette elettroniche e l’uso di tabacco. Ma ad attirare l’attenzione sono altre sostanze.

Nella lista delle droghe più pericolose per la salute del cuore abbiamo l’eroina che può portare infezioni alle valvole del cuore e la ketamina che nel breve periodo induce un aumento della pressione sanguigna con tutti i problemi che ne derivano. Proprio come avviene con l’LSD, gli allucinogeni e metamfetamine (MDMA) che comportano anche:

  • Aumento della respirazione.
  • Incremento della frequenza cardiaca.
  • Impennata della pressione sanguigna.
  • Battito cardiaco irregolare.

Quindi, in buona sintesi, la maggior parte delle droghe e delle sostanze illegali può avere effetti cardiovascolari anche difficili da affrontare. Sono condizioni che vanno dalla frequenza cardiaca alterata fino all’evento fatale come l’infarto. Ma è chiaro che esiste una correlazione anche rispetto al concetto stesso di tossicodipendenza, al tipo di sostanza usata e alla modalità con cui viene consumata. L’iniezione delle droghe, ad esempio, può anche portare a vene collassate e infezioni batteriche dei vasi sanguigni o/e delle valvole cardiache.

Cuore e cocaina, non solo rischio di infarto

Uno degli aspetti più noti e scontati rispetto alla relazione tra tossicodipendenza e problemi cardiaci: l’uso di cocaina. Vale a dire l’assunzione costante di una potente sostanza stimolante che può stressare il cuore e i vasi della circolazione. Nel breve e nel lungo termine. Ecco cosa suggerisce il sito di www.ncbi.nlm.nih.gov rispetto al tema

“Cocaine-related cardiac complications include acute conditions such as arrhythmia and acute myocardial infarction (MI), as well as chronic conditions such as cardiomyopathy and coronary artery disease (CAD). Cocaine-induced cardiotoxicity can result in sudden death”.

Le ricerche sul tema ci ricordano che le complicanze cardiache correlate all’uso costante di cocaina portano verso condizioni acute e difficili da gestire per il muscolo cardiaco. 

Come, ad esempio, l’aritmia e l’infarto miocardico. Senza dimenticare che la cocaina può provocare morte improvvisa a causa di overdose. E non solo nei soggetti con età avanzata.

The aims of the present study were to evaluate the prevalence of recent cocaine use in adolescents and young adults who had died by sudden cardiovascular death (…). Recent cocaine use is associated significantly with an increased risk for sudden cardiovascular death in people aged 15–49 years.

Questo studio del 2014 di onlinelibrary.wiley.com prende in esame una popolazione compresa tra i 15 e 49 anni e ci conferma un punto: il consumo di cocaina è associato in modo significativo a un aumento del rischio di morte cardiovascolare improvvisa. Soprattutto se già si soffre di altre malattie legate al cuore o si presentano fattori di rischio.

Quali rischi si corrono con la droga?

Photo by Grav on Unsplash

L’uso (in particolar modo con costanza) di cocaina è associato a complicanze cardiovascolari come ipertensione, spasmo coronarico, aterosclerosi, aritmie, cardiomiopatia. Non a caso la cocaina viene definita the perfect heart attack drug:

Cocaine use has been associated with chest pain and myocardial infarction. In 2011, it was involved in an estimated 40.3 percent of illicit drug-related emergency department visits (505,224 visits), versus about 36.4 percent (455,668 visits) for marijuana and about 20.6 percent (258,482 visits) for heroin.

Come sottolinea www.heart.org, il consumo di cocaina è spesso associato a dolore toracico e infarto miocardico. Nel 2011 ha interessato circa il 40,3% delle visite al pronto soccorso legate all’uso di droghe, contro il 36,4% per la marijuana e il 20,6% dell’eroina.

Come risolvere questi problemi?

A un primo sguardo può sembrare scontata la risposta: tossicodipendenza e problemi cardiaci rappresentano una relazione negativa, quindi per evitare rischi basta ignorare l’uso (in particolar modo l’abuso) delle droghe. Ma è chiaramente una definizione non realistica.

Ma soprattutto che non tiene conto della difficoltà legata alla natura stessa del concetto di tossicodipendenza. Che richiama una condizione di costante ricerca della sostanza, mancato controllo dell’assunzione e relativa assuefazione. Che richiede un continuo aumento delle dosi, ricreando un circolo vizioso difficile da rompere.

La prima condizione è sempre la prevenzione: allontanare dalla propria persona qualsiasi sostanza che genera soggezione e danni fisici è la regola base. Nel caso in cui si cada nella dipendenza bisogna parlare con il proprio medico di fiducia e seguire le terapie necessarie per la disintossicazione. Parallelamente si possono adottare le soluzioni per risolvere gli aspetti relativi al possibile danno cardiovascolare attenuando anche le cause collegate come il sovrappeso, l’abuso di cibi che aumentano il rischio di infarto, il fumo e l’alcol.

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