Tumore al seno e statine

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Cosa sapere sulla possibilità di cura e sopravvivenza

La relazione tra tumore al seno e statine rappresenta una frontiera medica di grande interesse per avere un’arma in più da sfruttare contro questo male che colpisce un gran numero di donne. Come riporta il sito del Ministero della Salute, infatti:

“circa un tumore maligno ogni tre (30%) è un tumore mammario (…). In Italia sono stimate circa 55.000 nuove diagnosi di carcinomi della mammella femminile nel 2020 e nel 2021 sono stimati 12.500 decessi. La sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi è dell’88%”.

Fortunatamente, secondo i dati ufficiali del Ministero, dalla fine degli anni ‘90 assistiamo a una continua diminuzione della mortalità per tumore al seno grazie a diversi fattori. 

Tra questi c’è sicuramente la diagnosi precoce che permette di anticipare la fasi peggiori del tumore mammario, ma non dobbiamo dimenticare la progressione delle cure.

Cure che riguardano anche le statine. Vale a dire un farmaco in forma di compressa noto per avere la capacità di ridurre i grassi nel sangue. Ovvero colesterolo cattivo (Low Density Lipoprotein, lipoproteine a bassa densità) e trigliceridi anche se in percentuale minore. 

Quindi aiutano a ridurre l’infiammazione delle arterie e a contrastare ictus, infarti e altre malattie cardiovascolari. Come si collegano, però, statine e tumore al seno? Scopriamolo.

Colesterolo e cellule tumorali, la relazione

Il primo punto da sottolineare: riducendo il colesterolo nel sangue si influenza – in termini positivi – anche il processo che porta all’evoluzione di alcuni tipi di cancro. 

“Cancer cells rely on cholesterol to satisfy their increased nutrient demands and to support their uncontrolled growth, thus promoting tumor development and progression”.

Le cellule tumorali, ricorda frontiersin.org – fanno affidamento sul colesterolo per soddisfare la maggiore richiesta di nutrienti. E per supportare la crescita incontrollata, promuovendo così lo sviluppo e la progressione del tumore. Anche quello relativo al seno.

Condizioni alterate del colesterolo potrebbero rappresentare interessanti bersagli per lo sviluppo di strategie per combattere il cancro. Qui entrano in gioco farmaci ipocolesterolemizzanti già disponibili e testati sul campo come le statine. 

Statine che, combinate con farmaci chemioterapici, possono portare a risultati promettenti. Anche per quanto riguarda gli effetti collaterali legati a eventuali disturbi cardiaci collegati

Tumore al seno, statine ed effetti dei farmaci

Non si tratta solo di una connessione relativa alla possibilità di cura ma alla protezione contro effetti collaterali legati ad altri farmaci per la cura contro il cancro al seno. 

Questa ricerca pubblicata su www.ahajournals.org parte da un’ipotesi: le statine riducono la cardiotossicità relativa ad Antracicline e Trastuzumab, due farmaci efficaci contro il tumore.

L’esposizione alle statine dopo trattamenti di chemioterapia con Antracicline e/o Trastuzumab per carcinoma mammario in fase iniziale ha portato a risultati interessanti:

“Statin-exposed women had a lower risk of HF hospital presentations after early breast cancer chemotherapy involving anthracyclines, with non-significant trends towards lower risk following trastuzumab. These findings support the development of randomized controlled trials of statins for prevention of cardiotoxicity”.

Le donne esposte alle statine hanno registrato un rischio inferiore di ospedalizzazione per problemi al cuore dopo la chemioterapia precoce del cancro al seno con Antracicline e Trastuzumab. Questo è un ottimo risultato perché se si riesce a intervenire tempestivamente, senza rischi per altri organi vitali, la sopravvivenza aumenta. 

Questo avviene probabilmente attraverso azione antinfiammatoria e antiossidante anche se i meccanismi del processo di protezione dall’insufficienza cardiaca non sono ben chiari. In ogni caso c’è una continua riprogrammazione dei farmaci per tenere sotto controllo il colesterolo in modo da trasformarli in una solida barriera contro il tumore al seno.

Cosa fare per aiutare la relazione tra tumore al seno e statine

Questa combinazione molto promettente è tutt’oggi sotto la lente d’ingrandimento degli studiosi. D’altro canto dobbiamo sapere che, di base, la statina è un farmaco contro il colesterolo cattivo. Che è il vero nemico da combattere non solo per i problemi cardiaci ma anche per diversi tipi di tumore. Come suggerisce il sito web www.airc.it:

“Negli esami clinici, molti pazienti con tumore presentano livelli alterati di colesterolo e numerosi studi hanno messo in luce un rapporto tra l’aumento del colesterolo alimentare e un rischio più elevato di ammalarsi di tumore della mammella, dello stomaco, dell’ovaio e del pancreas”.

Ci sono punti da approfondire, le relazioni non sono chiare. Per molte forme di tumore neanche è stato accertato questo nesso. Però non è di certo sbagliato sostenere che prima ancora di puntare su una relazione virtuosa tra statina e tumore al seno c’è bisogno di una buona attività di regolazione delle abitudini alimentari, degli stili di vità e dell’attività motoria.

Avere cura della propria dieta – favorendo cibi ricchi di fibre, limitando quelli grassi e zuccherosi – e aumentare il numero di ore settimanali dedicate allo sport è di sicuro un buon punto di partenza. Magari chiudendo definitivamente con il fumo e l’abuso di alcolici. In ogni caso solo il confronto con il proprio medico e un nutrizionista può esserti d’aiuto-

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