Tumore al seno

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Il tumore al seno rappresenta la formazione neoplastica più diagnosticata in Italia e, per fortuna, con una delle percentuali di guarigione più alte, specie se diagnosticata precocemente.

È una malattia in cui le cellule del seno crescono senza controllo e può iniziare in diverse parti del seno.

Il seno è costituito da 3 parti principali:

  1. Lobuli: le ghiandole che producono il latte.
  2. Dotti: tubi che portano il latte al capezzolo.
  3. Tessuto connettivo (che consiste di tessuto fibroso e grasso): circonda e tiene insieme il tutto.

La maggior parte dei tumori al seno inizia nei dotti o nei lobuli, ma può anche diffondersi al di fuori del seno attraverso i vasi sanguigni e i vasi linfatici. In questo caso si parla di metastasi.

Come scoprire un tumore al seno

I tumori al seno sono preceduti da alcuni sintomi, fra cui:

  • Un nodulo al seno o un ispessimento diverso dal tessuto circostante
  • Ispessimento o gonfiore di parte del seno
  • Irritazione della pelle sopra il seno
  • Formazione di croste o desquamazione dell’area pigmentata dell’areola o della pelle del seno
  • Arrossamento o puntinatura della pelle sul seno
  • Fuoriuscita di sangue o altro liquido (non latte) da un seno
  • Cambiamenti di forma e/o dimensioni delle mammelle
  • Dolore al seno o a un capezzolo

Bisogna comunque aggiungere che questi sintomi possono verificarsi con altre condizioni mediche e non necessariamente nel caso di una forma tumorale. È quindi bene, se si riscontra uno dei sintomi indicati, interpellare un medico.

È inoltre importante tenere sempre in considerazione che, dallo sviluppo della prima cellula tumorale alla manifestazione clinica del tumore, possono passare diversi anni. È per questo molto importante effettuare screening periodici.

Tipologie di tumore al seno

I tipi più comuni di tumore al seno sono:

  • Carcinoma duttale (o mammario) invasivo: le cellule cancerose iniziano nei dotti e poi crescono al di fuori in altre parti del tessuto mammario. Le cellule tumorali invasive possono anche diffondersi o metastatizzare in altre parti del corpo. Si scopre solitamente durante una mammografia e raramente si manifesta come un nodulo al seno.
  • Carcinoma lobulare (o mammario) invasivo: le cellule cancerose iniziano nei lobuli e poi si diffondono dai lobuli ai tessuti del seno vicini e possono anche diffondersi in altre parti del corpo. È il tipo più comune di cancro al seno.

Abbiamo dedicato un articolo a parte per il tumore al seno triplo negativo.

Altri tipi meno comuni di cancro al seno sono:

  • Cancro al seno infiammatorio: malattia rara e molto aggressiva in cui le cellule tumorali bloccano i vasi linfatici nella pelle del seno.
  • Malattia di Paget del capezzolo: condizione rara associata al cancro al seno. Provoca cambiamenti simili all’eczema nella pelle del capezzolo e nell’areola.

Prevenzione del tumore al seno

Non è possibile prevenire il tumore al seno. Tuttavia si possono adottare misure per ridurre significativamente il rischio:

  • Limitare il consumo di alcol
  • Seguire una dieta sana con molta frutta e verdura fresca
  • Fare attività fisica
  • Mantenere un moderato indice di massa corporea

Screening per i tumori al seno

Il Ministero della Salute raccomanda fortemente uno screening per avere una diagnosi del tumore. Si consiglia di eseguire una mammografia ogni 2 anni per le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni – in alcune regioni si sta sperimentando lo screening tra i 45 e i 74 anni (fonte salute.gov.it) – e comunque mantenere sempre l’abitudine di effettuare controlli periodici.

Quando si tratta di cure oncologiche il fattore tempo è determinante per aumentare le percentuali di guarigione.

Autopalpazione del seno

Ispezionare il seno con un autoesame permette di scoprire eventuali cambiamenti nel seno, come noduli o altri segni insoliti. Questo auto-esame può essere effettuato da ogni donna a partire dai 20 anni di età, ed è consigliato effettuarlo più o meno una volta al mese. L’ospedale Niguarda ha preparato un libretto molto approfondito dedicato al tema; è possibile scaricarlo qui

Casi in Italia di tumore al seno

Secondo gli ultimi dati, in Italia soltanto nel 2020 si sono registrate 54.976 diagnosi di carcinoma della mammella.

Secondo l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) in generale la sopravvivenza per le donne, a 5 anni dalla diagnosi di un cancro, è del 65%, mentre per gli uomini è del 59,4%.

Nel caso specifico del tumore al seno la sopravvivenza è molto elevata, pari all’87,8%.

Dal 2015 è comunque diminuito il numero dei decessi per carcinomi dello stomaco, alla prostata, al colon-retto, all’ovaio e alla mammella.

Nuove cure

All’ESMO, la Società europea di oncologia medica, sono state presentate nuove cure per il tumore al seno in stadio avanzato, grazie alle quali lo stesso può essere tenuto a bada per anni.

Se per i tumori in metastasi le terapie possono dover rientrare nella sfera della gestione del dolore, per quelli in stadio avanzato è già oggi possibile “cronicizzare” il tumore, cioè renderne possibile la convivenza ben al di sopra dell’arco temporale precedentemente previsto per simili stadi.

Secondo le nuove risultanze pervenute al Convegno dell’ESMO, le nuove cure a disposizione potrebbero essere efficaci anche nei casi di metastasizzazione dei tumori. Questo attraverso le combinazioni di farmaci tradizionali abbinati nuovi metodi farmaceutici, come gli anticorpi monoclonali

Il farmaco trastuzumab deruxtecan (T-DXd), ad esempio, si è rivelato efficace nel prolungare la sopravvivenza delle pazienti con tumore aggressivo del seno metastatico HER2-positivo.

Anche la combinazione del ribociclib, inibitore delle chinasi ciclina-dipendenti (CDK4/6i), con il letrozolo ha dimostrato di poter prolungare la sopravvivenza delle pazienti prese in esame negli studi condotti.

Il CDK4/6i combinato con un inibitore dell’aromatasi si è rivelato efficace nel migliorare le condizioni di vita delle pazienti con tumore al seno.

Naturalmente, in questo breve excursus abbiamo citato alcune informazioni in maniera prettamente divulgativa.

Resta bene inteso come soltanto un medico oncologo che abbia conoscenza diretta del singolo caso può effettivamente suggerire il percorso più adatto al paziente.

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