Tumore al seno triplo negativo, cos’è e quali sono le nuove cure

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Il tumore al seno triplo negativo ha una particolarità: viene definito come uno dei più complessi da curare. Questa forma di cancro alla mammella, che colpisce soprattutto donne sotto i 50 anni, è particolarmente resistente alle terapie. Fortunatamente, la ricerca c’è.

Ed è in continua evoluzione. Infatti, tra le novità interessanti sul tema oncologico abbiamo proprio questo: una possibile evoluzione delle cure contro il tumore al seno triplo negativo.

Ovviamente – come accade anche quando affrontiamo il tema delle statine per il tumore al seno, le terapie car-T o i vaccini antitumorali – c’è bisogno di procedere con i piedi di piombo. Senza anticipare l’evoluzione della ricerca che deve essere condotta con i tempi giusti. Però è giusto guardare con speranza i progressi nella cura del Tumore al seno triplo negativo.

Cos’è il tumore al seno triplo negativo

Il carcinoma mammario triplo negativo è un tipo di tumore al seno che non presenta recettori utili per le cure. La scienza medica suddivide questo tipo di cancro in tre tipologie in base alla presenza di cellule da colpire in fase di terapia. Sono i recettori che definiscono approccio terapeutico, sono dei veri e propri bersagli da colpire con i farmaci.

I tumori con recettori per gli estrogeni, il progesterone o la proteina HER2 possono essere curati con una farmacoterapia specifica, mirata. I tumori al seno triplo negativo, invece, non hanno questa possibilità. Quindi rappresentano i carcinomi con il tasso di mortalità più alto. Inoltre, come suggerisce il sito dell’AIRC, rappresenta circa il 15-20 per cento dei tumori.

Perché è difficile curare questo carcinoma mammario

Come anticipato, le difficoltà nel trovare una terapia valida contro il tumore al seno triplo negativo riguardano l’assenza, sulla superficie delle cellule che compongono il tumore, della proteina HER2 o dei recettori per estrogeni e progestinici. Questi elementi fanno da puntatore per le cure. L’assenza mette automaticamente in difficoltà i medici. 

Fino a poco tempo fa erano sconosciute delle cure mediche per intervenire in modo mirato e i medici non avevano altra scelta se non intervenire con chemioterapia, chirurgia e radioterapia. Fortunatamente sono state implementate delle soluzioni che lasciano sperare.

Possibili cure del tumore al seno triplo negativo

Il carcinoma mammario triplo negativo (noto anche come TNBC) è un sottotipo aggressivo di tumore al seno. Però ha i suoi punti deboli che gli scienziati stanno portando alla luce.

Come ricorda il portale scientifico Pubmed, un sottogruppo di questi tumori al seno triplo negativo è sensibile all’immunoterapia, che può essere una strategia di trattamento.

“In early TNBC, pembrolizumab and atezolizumab have been tested in combination with standard neoadjuvant chemotherapy, resulting in a higher complete pathologic response rate than standard neoadjuvant chemotherapy alone, regardless of disease PD-L1 status. These findings establish proof of principle for immunotherapy in both early and advanced TNBC”. 

Nelle fasi iniziali della malattia, sono stati testati pembrolizumab e atezolizumab – inibitori dei checkpoint immunitari – in combinazione con la chemioterapia già nota e applicata, determinando un tasso di risposta migliore rispetto alla sola chemioterapia standard.

Questo però funziona solo per i tumori che presentano la proteina PD-L1 in superficie. In sintesi, si cercano e si trovano nuovi obiettivi da colpire che vanno oltre quelli già noti.

Secondo lo studio NeoTRIP, definito e promosso dalla Fondazione Michelangelo e coordinato dall’IRCCS Ospedale San Raffaele: “blockade of PD-L1/programmed cell death protein 1 checkpoint may improve efficacy of classical chemotherapy”. Quindi il blocco del checkpoint PD-L1/proteina 1 può migliorare l’efficacia della chemioterapia classica.

Altro risultato importante è quello espresso dalla ricerca coordinata dal dott. Feng Yang che ha individuato nella proteina MAPK4 il comune denominatore di un’ampia gamma di tumori al seno triplo negativo. Intervenendo su questo fronte è possibile bloccare la crescita dei TNBC e di rendere tali tumori sensibili alla terapia anti-PIK3. La ricerca ci suggerisce:

MAPK4 is highly expressed in a significant subset of human TNBC (…). Targeting MAPK4 in this subset/subtype of TNBC both represses growth and sensitizes tumors to PI3K blockade.

Un’elevata presenza di MAPK4 definisce un grande sottoinsieme o sottotipo di TNBC. Il targeting di MAPK4 reprime la crescita e sensibilizza i tumori al blocco PI3K. Ovvero enzimi coinvolti in meccanismi cellulari complessi che si trovano nello sviluppo del cancro. 

Riflessioni sulla ricerca contro il triple-negative BCa (TNBC)

La scienza medica fa passi da gigante. Ancora non possiamo parlare di una cura definitiva e sempre efficace contro questo tipo di neoplasia ma di sicuro abbiamo delle armi in più. Quello che possiamo fare, per aiutare la cura, è prevenire sempre con una giusta diagnosi precoce, controlli e riferimenti rapidi al proprio medico per anticipare il più possibile le cure.

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