Centaurus, la nuova variante del Covid-19: ecco quello che c’è da sapere

Settembre 2022: la variante Centaurus è una delle ultime evoluzioni del SARS-CoV-2, il nuovo Coronavirus che ha stravolto il mondo con una pandemia che per due anni ha costretto intere nazioni a continui lockdown e periodi di quarantena forzati.

Oggi le regole per contenere la diffusione del Covid-19 sono molto diverse, la tendenza è quella di convivere con il virus e non più arginarlo e contenerlo riducendo la vita pubblica.

Il merito è delle cure che si perfezionano e dei vaccini che aiutano a contenere la malattia grave. Ciò che però preoccupa specialisti, studiosi e medici è il proliferare delle varianti. Dopo Omicron, tra le tante evoluzioni del Covid-19 è da registrare la presenza di Centaurus. 

Ovvero una variante che in autunno 2022 potrebbe diventare dominante. Cosa sappiamo sul tema?
Ecco una serie di indicazioni che possono aiutarci a far chiarezza sull’argomento.

Cos’è la variante Centaurus, definizione

Si tratta dell’evoluzione della già nota sottovariante Omicron 5 del SARS-CoV-2. Nello specifico, la sigla esatta è BA.2.75 ma prende il nome della costellazione e dell’animale mitologico uomo/cavallo grazie alla creatività di un utente Twitter che l’ha definita così.

Questa è l’ennesima mutazione che questo virus, come avviene per tutti gli altri, ha effettuato nel corso dei mesi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le varianti sono caratterizzate da una serie di evoluzioni che riguardano aspetti differenti:

“Increase in transmissibility or detrimental change in COVID-19 epidemiology; OR increase in virulence or change in clinical disease presentation; OR decrease in effectiveness of public health and social measures or diagnostics, vaccines”.

Per parlare di variabile bisogna rispettare una serie di elementi che interessano realmente la popolazione impattando su aspetti concreti. Questa variante, la BA.2.75 che deriva dalla ben nota Omicron 5, rappresenta un ulteriore stadio evolutivo del Covid-19. Ma non vuol dire, automaticamente, che dobbiamo aspettarci un peggioramento della pandemia.

Quali sono i sintomi dell’infezione?

Al momento non sono stati individuati sintomi particolarmente differenti rispetto a Omicron 5. Nello specifico, la sintomatologia di questa infezione comprende mal di gola, naso che cola, tosse, starnuti, mal di testa, dolori alle ossa. L’aspetto più importante è che questa variante dovrebbe colpire maggiormente i polmoni e non le vie respiratorie alte dell’organismo.

Trasmissività e pericolosità di Centaurus

Ecco il punto che interessa gran parte del pubblico, quello che hanno già contratto il virus ma anche che ha evitato il contagio. La variante Centaurus del Covid-19 è più contagiosa di Omicron 5? Ha un’aggressività differente rispetto alle precedenti? Magari è più pericolosa? 

Secondo gavi.org, Centaurus è stata definita dall’OMS come una variante interessante ma non preoccupante. Ciò significa che è in fase di monitoraggio ma non ci sono ancora prove rispetto al fatto che può causare problemi specifici. Anche perché i numeri di infezioni da BA.2.75 sono ancora relativamente bassi. Ad esempio, nel Regno Unito la maggior parte delle infezioni in UK rimane determinata dalle sottovarianti Omicron BA.4 e BA.5.

Studies are ongoing to understand the reasons for this growth advantage, but initial data suggest that BA.2 appears inherently more transmissible than BA.1 (..) They also considered real-world data on clinical severity from South Africa, the United Kingdom, and Denmark, where immunity from vaccination or natural infection is high: in this data, there was no reported difference in severity between BA.2 and BA.1.

Ecco le parole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il ceppo BA.2 di cui fa parte anche Centaurus appare più trasmissibile, quindi si diffonde facilmente. Ma nei paesi in cui si è raggiunto un buon livello di vaccinazione abbiamo una severità della malattia praticamente invariata. Quindi è sempre consigliato prestare attenzione e seguire il ciclo vaccinale.

Dobbiamo preoccuparci per la nuova variante del Covid?

Al momento è presto per poter avere un quadro chiaro e definitivo della situazione. I dati disponibili sono ancora pochi e sono in lavorazione le analisi per capire se Centaurus sarà veramente a capo di una nuova ondata di contagi in autunno, quando si riaprono le scuole.

D’altro canto, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature conferma che in India, dove è stata sequenziata per la prima volta questa variante, non sta affrontando una ondata di ospedalizzazione come è avvenuto in passato con una versione precedente, la Delta:

“India isn’t seeing a significant rise in hospitalizations from its ‘Centaurus’ wave (…) Higher and higher population immunity leads to less and less severe consequences for most people”.

Un’immunità della popolazione sempre più elevata porta a conseguenze meno gravi per la maggior parte delle persone. Alti tassi di vaccinazione e di infezioni precedenti creano un’immunità ibrida che protegge dall’ospedalizzazione. Questo però non vuol dire abbassare la guardia: per i prossimi mesi è necessario monitorare l’evoluzione di Centaurus.

I cittadini, invece, devono continuare a mantenere un comportamento coscienzioso rispettando le regole e seguendo le indicazioni per concludere il ciclo vaccinale.

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