Dosaggi e sottodosaggi dei nuovi anticoagulanti orali

Ce ne parla il Dott. Marco Valerio Mariani, Cardiologo del policlinico Umberto I di Roma

I nuovi anticoagulanti orali che, come sappiamo tutti, sono ormai la prima scelta dal punto di vista della terapia anticoagulante orale, ed hanno sostituito completamente i anticoagulanti dicomarolici come il warfarin in tutti quei pazienti che abbiano una fibrillazione atriale che non sia associata a protesi vascolari, protesi valvolari o o essenzialmente alla presenza di stenosi mitralica moderata e severa, emodinamicamente significativa.

Questi nuovi anticoagulanti orali ci hanno dimostrato un rapporto migliore, efficacia e sicurezza, hanno una maggiore prevedibilità dell’effetto e inoltre hanno una minore interazione con gli alimenti così come con i farmaci. Per questo sono oggi la prima scelta per quanto riguarda la terapia anticoagulante orale.

Come tutti i farmaci, anche i nuovi farmaci anticoagulanti orali hanno dei dosaggi che devono essere essenzialmente rispettati, sono stati testati dai landmark trial su questi nuovi farmaci.
La riduzione della dose dipende dalle interazioni con farmaci, naturalmente dall’età, dal peso e essenzialmente dal filtrato glomerulare. I criteri di riduzione dei DOAC sono stati stabiliti da questi trial e sono naturalmente raccomandati dalle attuali linee guida sull ‘utilizzo dei NAO. Purtroppo nella pratica clinica quotidiana molto spesso si tende a sottodosare questi farmaci e quindi essenzialmente si riduce il dosaggio dell’anticoagulante nonostante quel paziente non abbia i criteri diciamo appunto definiti dai trial registrativi e dalle linee guida per la riduzione del dosaggio dell’antipovolante.
Quante volte succede questo sottodosaggio del farmaco?

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