La terapia anticoagulante nei pazienti con fibrillazione atriale

È noto come il 20/30% degli ictus di origine ischemica siano di natura cardio-embolica e di come il rischio dell’ictus cardio-embolico si riduca con l’uso della terapia anticoagulante che, in tempi più recenti, è prevalentemente appannaggio dei DOACs.

L’aderenza nel paziente con fibrillazione atriale è determinante per ridurre il rischio di ictus, e gli anticoagulanti permettono una maggiore aderenza alla terapia rispetto agli inibitori della vitamina k.
Vi sono però ancora delle percentuali importanti di pazienti non aderenti: quali sono i motivi di questa mancata aderenza?
Vi sono strumenti per aumentare questa compliance?
Cosa fare nel paziente che non assume la terapia o, viceversa, la assume erroneamente?

Il Dr. Rordorf è il responsabile dell’unità operativa di aritmologia dell’IRCCS San Matteo di Pavia

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