Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) cos’è e quali sono le nuove frontiere della prevenzione

Chi ha dei bambini a casa ha sicuramente sentito parlare, e forse affrontato, il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), ovvero la causa principale della bronchite che colpisce spesso i più piccoli. In linea di massima, come avviene anche per il virus dell’influenza, si registrano epidemie annuali che colpiscono soprattutto bambini nei primi 4 anni di età.

La caratteristica fondamentale di questo virus sta nella capacità di provocare un’infezione respiratoria che colpisce i polmoni e le vie respiratorie. Si tratta di una condizione particolarmente diffusa, quasi tutti i bambini entrano in contatto con questo virus.

È quindi questo un virus che nella maggior parte dei casi si affronta senza particolari conseguenze, anche se non sempre rimane inoffensivo: come suggerisce il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, a livello globale il Virus Respiratorio Sinciziale colpisce 64 milioni di persone e causa 160.000 decessi ogni anno.

Cos’è il Virus Respiratorio Sinciziale

Si tratta di un virus che causa infezioni nel periodo invernale ed è al secondo posto – COVID-19 a parte – tra le patologie più diffuse nei mesi freddi dopo l’influenza stagionale. Questa patologia può colpire adulti e anziani ma è in questi ultimi che trova terreno fertile.

Il virus è la causa principale di bronchiolite e polmonite nei bambini sotto i due anni, anche se, come indica l’Ospedale del Bambin Gesù, può infettare soggetti di qualsiasi età, diventando più pericolosa per quelli che ancora non hanno compiuto 12 mesi (lattanti).

Tempi e canali di trasmissione del virus

Il Virus Respiratorio Sinciziale si trasmette da uomo a uomo attraverso goccioline respiratorie – droplet – che si diffondono quando una persona tossisce o starnutisce.

Non solo, il VRS può essere trasmesso anche attraverso il contatto diretto con occhi o naso dopo aver toccato una superficie sulla quale è presente il virus. Che, come indica asm.org, può sopravvivere fino a 12 ore su superfici dure e non porose e meno su altri oggetti.

“​The incubation period for RSV is 3–5 days, and people can be contagious for 3-8 days after infection. It is even possible to be contagious 1-2 days before symptoms appear. Virus shedding can last up to 4 weeks in infants and young children, elderly people and people with weakened immune systems”.

​Il periodo di incubazione di questo virus è di 3/5 giorni e le persone possono essere contagiose per minimo 3 e massimo 8 giorni dopo l’infezione. Anche se in alcuni casi la contagiosità è presente 1 o 2 giorni prima della comparsa dei sintomi. La presenza del virus nell’organismo può durare fino a 4 settimane nei soggetti più deboli. Come, ad esempio, neonati, bambini piccoli, anziani e persone con un sistema immunitario indebolito.

Bambino colpito da VRS con respiratore in ospedale. – Photo by depositphotos.com

Quali sono sintomi e rischi del VRS?

Le avvisaglie principali di questa condizione riguardano le vie respiratorie. Come anticipato, i sintomi si presentano tra i 3 e i 5 giorni dalla fase di contatto con una persona infetta e ricordano quelli di un raffreddore. Tra i segnali di contagio da Virus Sinciziale abbiamo:

  • Tosse.
  • Respiro sibilante.
  • Raffreddore, febbre.
  • Naso che cola.
  • Inappetenza.

Soprattutto per i bambini più piccoli, la condizione può evolvere negativamente con malattie respiratorie gravi come bronchiolite e polmonite. In questi casi si procede con l’ospedalizzazione. I soggetti delicati sono, oltre ai lattanti che non superano i 6 mesi, i bambini nati prematuri e quelli con patologie congenite, malattie del cuore, asma, etc.

Come si effettua una diagnosi efficace?

In questi casi è la valutazione del medico a dare una risposta adeguata, valutando le condizioni delle vie respiratorie e la presenza di eventuali focolai. Considerando sempre quello che è il periodo di diffusione del virus, con picchi tra gennaio e marzo. Di solito si valutano anche i contagi in ambienti familiari ed eventualmente all’asilo.

Cura e prevenzione Virus Respiratorio Sinciziale

Per i bambini non a rischio e per gli adulti, se non ci sono sintomi particolari, si procede con una terapia antinfluenzale con medicinali che possono aiutare a gestire la condizione.

Il medico curante saprà indicare particolari trattamenti soprattutto per i soggetti più deboli, come i bambini molto piccoli che sviluppano bronchioliti. In questi casi può essere necessaria una cura al cortisone e il ricovero in ospedale per assistenza respiratoria.

Sarà sempre il pediatra, prontamente allertato e avvisato dei genitori, a dare indicazioni su come procedere per affrontare il Virus Respiratorio Sinciziale al meglio.

Dobbiamo poi segnalare una notizia delle ultime settimane, fondamentale per la prevenzione contro il VRS: l’approvazione di un vaccino contro il VRS.

Il vaccino per proteggere i neonati dal virus

La FDA – Food and Drugs Administration USA – approva il primo vaccino per le donne in attesa per prevenire il Virus Respiratorio Sinciziale nei neonati. Dal comunicato ufficiale:

“The U.S. Food and Drug Administration approved Abrysvo (Respiratory Syncytial Virus Vaccine), the first vaccine approved for use in pregnant individuals to prevent lower respiratory tract disease (LRTD) and severe LRTD caused by respiratory syncytial virus (RSV) in infants from birth through 6 months of age. Abrysvo is approved for use at 32 through 36 weeks gestational age of pregnancy”.

Il vaccino si chiama Abrysvo, ed è il primo ad essere approvato per prevenire la malattia del tratto respiratorio inferiore e altre difficoltà causate dal Virus Respiratorio Sinciziale.  Il vaccino stimola nell’organismo la produzione di anticorpi specifici contro la proteina F del virus, quella che gli permette di fondersi con le cellule dell’organismo, infettandole.

Alcune caratteristiche: questo vaccino viene prodotto dalla Pfizer, tutela i neonati da bronchiolite e polmonite dalla nascita fino ai 6 mesi di età, nel periodo più delicato.

Il vaccino, approvato anche dall’EMA, viene somministrato alla futura madre tra la 32esima e la 36esima settimana di gestazione con iniezione nel muscolo di una dose.